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Pastorale


A CURA DI THOMAS GRÜNFELD


THOMAS GRÜNFELD
NEIL JENNEY
ANDREAS SCHULZE
FÉLIX VALLOTTON

25.02.2022 | 08.04.2022

COMUNICATO STAMPA
PLANIMETRIA MOSTRA

MASSIMODECARLO è lieto di presentare Pastorale, una mostra curata dall’artista Thomas Grünfeld per gli spazi virtuali del VSpace. Il progetto curatoriale prende ispirazione dalla città ideale di Arcadia, il luogo mitico in cui la regna la pace e la natura trionfa. Le opere nella mostra virtuale presentano un approccio personale al concetto di Arcadia e manifestano interpretazioni contrastanti attraverso la voce di quattro artisti: lo stesso Thomas Grünfeld, Neil Jenney, Félix Vallotton e Andreas Schulze.

L'opera di Grünfeld espone quello che lui definisce un “approccio artificiale”: la veduta non solo rappresenta uno spazio naturale ma ne usa anche materiali di derivazione quali quarzo, marmo, onice, ardesia, granito e agata. L'artista è guidato dalle qualità intrinseche delle pietre con le quali traccia inedite connessioni: una specifica pietra si trasforma in un tronco d'albero, mentre altre sono plasmate per raffigurare la superficie soffice delle nuvole. La scena, pur fedele alla natura nell'uso dei materiali, è artificiosa, un'arcadia immaginaria dettata dall’immaginario dell’artista.

L’approccio filosofico di Neil Jenney nell’opera Here and There mantiene lo spettatore a distanza dalla sua scena bucolica, incoraggiando la riflessione e la contemplazione: le pennellate ruvide usate da Jenney per descrivere il prato erboso gocciolano sulla staccionata bianca che divide la scena, rompendo l'illusione di una rappresentazione realistica. Mentre il rifiuto dell'illusione crea una barriera mentale che impedisce allo spettatore di entrare nel paesaggio idealizzato, la recinzione stessa diviene una barriera fisica, dividendo letteralmente la scena annunciata nel titolo "qui e lì". Questa dicotomia esiste anche oltre i confini della cornice dipinta dell'artista, che differenzia il "qui" dello spazio della galleria dall'arcadico "lì" all'interno della cornice.

In Last Sun Rays di Fèlix Vallotton i tronchi e i rami sinuosi degli alberi presentano qualità antropomorfe destabilizzanti e si distanziano da una rappresentazione confortante e armoniosa dell'arcadia. L’artista sceglie ciò che Grünfeld chiama, un "approccio isterico": l’interpretazione espressiva di una scena naturale di Valloton guida il pubblico verso una propria visione di realtà manipolata, affascinante ma minacciosa, con forme grottesche e un infausto accenno di rosso fuoco all'orizzonte.

Facendo un ulteriore passo avanti, il lavoro di Andreas Schulze presenta una completa trasformazione della natura all'interno di una composizione fuori equilibrio contrapposta a fasce di colore calme e armoniose. Non siamo in grado di distinguere quale potrebbe essere l'oggetto o la creatura ritratti, o lo spazio apparentemente indefinibile all'interno del quale risiede. Anche il titolo Last sun rays (Gli ultimi raggi di sole), non può fare a meno di suggerire una dimensione sinistra che pervade questa strana forma di arcadia tinta di immagini stranianti.

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OPERE

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