V3 A3395 001

Against Colour Stroke Vectors

Günther Förg

Mario Merz

Mary Weatherford

Emilio Vedova

Date
30.05.2019 | 19.07.2019
File
OTHER

La galleria Massimo De Carlo è lieta di presentare Against Colour Stroke Vectors, una mostra che presenta una selezione di opere di Günther Förg, Mario Merz, Emilio Vedova e Mary Weatherford per indagare il rapporto tra il gesto e il movimento, lo spazio e i confini della tela, la relazione con il colore. Tutti gli artisti in mostra hanno esplorato, consapevolmente o inconsciamente, funzioni immaginarie, interpersonali o testuali della tela e dell'opera d'arte: dalla scultura in bronzo di Förg alle indagini sulla natura di Merz del 1980, fino all'energia propulsiva di Vedova e i tubi luminosi di vetro di Mary Weatherford – questo progetto indaga ciò che esiste tra pensiero e azione. Assoluto e infinito, vuoto e oscurità, gesto e logica, luce e dimensione sono i concetti focali che animano ogni opera della mostra.

Le due opere dell'artista tedesco Günther Förg, appartenenti a due serie distinte, esemplificano le riflessioni che l’artista conduce sulla spazialità e sulla materia. Nella prima sala è esposto un quadro di bronzo, materiale che l'artista iniziò a usare alla fine degli anni ’80. Förg sfida la percezione convenzionale della tela usando il bronzo: il risultato è un’opera le cui diverse dimensionalità hanno un forte potere immersivo e dove il gesto pittorico unito alla fisicità del materiale richiama lo spettatore verso una riflessione sul sublime e sulla sobrietà. La tela grigia nella seconda sala fa parte di un più ampio gruppo di opere che Förg eseguì per la prima volta nel 1973 continuando poi a utilizzare la stessa tecnica fino al 2013, anno della sua morte. Queste opere, eleganti e profonde, mettono in mostra non solo l’evoluzione del rapporto dell'artista con il monocromo, ma incarnano anche le molteplici riflessioni materiche e concettuali ricorrenti nella sua pratica.

Nella seconda sala la spettacolare opera Per la Spagna Nr. 14 (1962) del pittore italiano Emilio Vedova, è un esempio straordinario della radicalità sulla pittura e sulla politica. Quest’opera infatti fa parte di un ciclo di quadri che l'artista ha realizzato per la mostra del 1962 organizzata a Ca 'Giustinian, a Venezia, durante la Biennale d'Arte. La tela è coperta aggressivamente di segni in bianco e nero e simboli astratti, una risposta creativa e corporea al violento spettacolo proposto dal XX secolo, e in questo caso particolare raffigurante la Spagna e i suoi tempi cupi sotto la guida del dittatore Francisco Franco. L’artista esamina in quest’opera la relazione tra l'azione pittorica – sospesa tra luce e spazio - e l’urgenza di trasmettere un messaggio.

Mary Weatherford offre una lettura contemporanea dell’uso della luce e dei materiali. Nella seconda sala è esposta una delle sue opere chiave: un’imponente tela astratta quasi tagliata a metà da un tubo di vetro al neon. I dipinti sono realizzati con una speciale vernice Flashe in vinile su tele di lino realizzate appositamente per la Weatherford da un mulino belga. I dipinti sono sostanzialmente invisibili all'artista mentre sta lavorando ed emergono solo dopo che la tela si è asciugata. "Siccome l'acqua riflette la mia immagine mentre dipingo, non ho davvero idea di cosa stia succedendo. È un mistero anche per me", spiega Mary Weatherford. "L'acqua si asciuga durante la notte e il pigmento affonda nel dipinto come se stessimo guardando una fotografia che si sviluppa. Arrivo in studio il mattino dopo e l'immagine è lì.”. La combinazione di impegno personale e casualità è alla radice delle opere di Mary Weatherford che ne orchestra i materiali (inclusi i neon che sono sempre realizzati su misura) per combinare la sua ricerca meticolosa con le creazioni del caso.

L’artista italiano Mario Merz, uno dei principali esponenti del movimento dell'Arte Povera, ha esplorato l’uso di materiali diversi combinando organico e inorganico, con un’ironia tagliente e una straordinaria coerenza concettuale. La piccola tela nella sala lettura e la scultura nella prima sala sono esempi straordinari della ricerca di Merz: tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, infatti, l’artista è particolarmente impegnato a indagare il rapporto tra la natura e la logica e l’infinità di gesti che trasformano il pensiero in arte.