& UNA CERTA MASSA ALLA BASE DI TUTTO / & DETERMINED MASS AT THE BASE OF IT ALL
MASSIMODECARLO è lieta di presentare & UNA CERTA MASSA ALLA BASE DI TUTTO | & DETERMINED MASS AT THE BASE OF IT ALL, una mostra personale di Lawrence Weiner, l’artista americano scomparso nel 2021 che ha ridefinito la scultura facendo del linguaggio la propria materia.
Per oltre mezzo secolo Weiner ha scritto parole ovunque, sui muri, sugli edifici, sui tombini, sulla pelle, quasi sempre nel font da lui ideato, il Margaret Seaworthy Gothic, e nella lingua di chi le avrebbe lette. Per lui le parole sono sculture, e una scultura può vivere ovunque.
Refrattario a ogni etichetta, benché fosse emerso attraverso la pittura, le tele sagomate e le performance, negli stessi anni dell’Arte Povera e della Land Art, Weiner ha portato avanti un unico principio democratico: l’opera non richiede alcuna conoscenza preliminare, ma solo la disponibilità a leggerla. Il suo vero soggetto non è mai stato la frase in sé, ma ciò che la frase contiene, il modo in cui una materia entra in relazione con un’altra.
& UNA CERTA MASSA ALLA BASE DI TUTTO | & DETERMINED MASS AT THE BASE OF IT ALL, è stata concepita insieme al Lawrence Weiner Estate per Casa Corbellini-Wassermann: la casa degli anni Trenta progettata da Piero Portaluppi e rivestita di marmi rari. Due uomini che, a un secolo di distanza, hanno pensato attraverso la materia: Portaluppi scegliendo quale pietra dovesse incontrarne un’altra, Weiner nominando l’incontro tra la carta vetrata e la pietra fredda, le piastrelle sulla malta, il vetro infranto nella luce cangiante. Come ricorda il suo Estate, "una cosa sta sopra l’altra cosa, e poi si costruisce un edificio".
Gli orizzonti attraversano la mostra. In una sala, una singola linea gialla corre diritta lungo una parete: green glass broken in the light of day, milk glass in the light of sunset, brown glass in the morning light. In un’altra sala è esposta una serie di quattro disegni di St Martin, nei quali l’orizzonte ritorna costantemente: il mare, il sole e la linea che li separa. Insieme, diventano un modo per orientarsi – per usare le parole della famiglia di Weiner, per «capire dove siamo e chi siamo come persone, in un determinato tempo e luogo».
Il legame di Weiner con l’Italia risale agli anni Sessanta, a un ambiente artistico vicino al suo per sensibilità e spirito. Weiner e Massimo De Carlo hanno iniziato a collaborare alla fine degli anni Novanta. La loro prima mostra, UNDER THE APPLE TREE, ha inaugurato a Milano nel 2000, e la collaborazione è proseguita per tutta la vita dell'artista e anche dopo la sua scomparsa – da WITH A LINE OF GRAPHITE | CON UNA LINEA DI GRAFITE a Milano nel 2008 a SUR UN CÔTÉ DE LA MÊME EAU a Parigi nel 2025: un capitolo francese di un rapporto nato a Milano. Massimo ha abbracciato l’intera pratica di Weiner – dalle edizioni ai disegni, fino alla scultura – e, come ricorda la famiglia dell’artista, "lo ha visto come un artista che faceva il proprio lavoro, e non ha cercato di cambiarlo". O, più semplicemente: "era amore".
Un elemento sull’altro, e la costruzione tiene: le fondamenta che reggono il muro, la parola che vi si posa, una vita di lavoro sulla materia. È sempre stato questo il mondo di Weiner. E ciò che ne resta, così come lui l'ha lasciato, appartiene a chiunque voglia guardare.
Artista
Lawrence Weiner (1942 - 2021) è nato nel Bronx, NY, e ha vissuto e lavorato a New York City e Amsterdam. Alla fine degli anni Sessanta ha abbandonato la pittura per adottare il linguaggio come materiale principale. Il suo lavoro successivo ha modificato il modo in cui pensiamo alla produzione artistica, alle modalità di presentazione e alla ricezione finale di un'opera d'arte. Weiner ha esplorato queste possibilità per oltre cinquant'anni. Il suo lavoro è ampiamente accessibile, come dimostrano i manifesti, i libri, i film, le edizioni e le installazioni pubbliche che ha prodotto durante la sua vita.
Nel 1969 Weiner ha pubblicato una dichiarazione d'intenti:
1. L'ARTISTA PUÒ COSTRUIRE L'OPERA
2. L'OPERA PUÒ ESSERE FABBRICATA
3. L'OPERA NON DEVE ESSERE COSTRUITA
A PARITÀ DI CONDIZIONI E COERENTEMENTE CON L'INTENTO DELL'ARTISTA
LA DECISIONE SULLE CONDIZIONI SPETTA AL DESTINATARIO IN OCCASIONE DELLA RICEZIONE
In questa sintesi collaborativa dell'opera, che si manifesti fisicamente o meno, le opere di Weiner possono essere presentate in un luogo specifico ma non sono create come tali. I suoi materiali e la loro presentazione formale in musei, gallerie, case e spazi pubblici variano. Le opere appaiono su una moltitudine di superfici, dai muri alle scatole di fiammiferi ai tombini, alle spille e alle magliette, parlate o cantate. La stessa opera può apparire in formati diversi per quanto riguarda la collocazione, il colore, il carattere, il formato e la scala e con testi, ad esempio, dipinti, stampati, stencilati o in vinile. Il lavoro di Weiner continua a sconvolgere la nostra nozione di uso, autorialità, esposizione e materiale dell'arte.