Ringing Saturn
Ariana Papademetropoulos
MASSIMODECARLO è lieta di presentare Ringing Saturn di Ariana Papademetropoulos, una mostra a cura di Arturo Galansino che segna la prima personale dellâartista con la galleria, presso Casa Corbellini-Wassermann a Milano.
Ringing Saturn, la prima mostra in Italia dellâartista californiana Ariana Papademetropoulos (Los Angeles, 1990), esplora lâidea di una pittura medianica, in cui i quadri diventano portali per mondi in cui scienza, pseudoscienza, fisica, campi planetari, magnetici, astrologici e psichici si trasformano in paesaggi di immaginazione materializzata.
Il titolo della mostra è un riferimento a âBorn under Saturn: The Character and Conduct of Artistsâ (1963) di Margot e Rudolf Wittkower, celebre saggio sullâeccentricitĂ degli artisti, identificati con il misterioso e tormentato Saturno, e sulla loro graduale distinzione dagli abili artigiani, che lavoravano invece sotto il segno dellâalato Mercurio. Papademetropoulos gioca con questa distinzione creando dipinti tradizionali, alla maniera degli antichi maestri, che esplorano lâultraterreno e la fascinazione della nostra societĂ contemporanea per la metafisica e lâastrologia.
Ogni dipinto offre una propria interpretazione dellââumweltâ, o bolla sensoriale che contiene e limita le nostre percezioni, e si colloca tra mondo visibile e invisibile. Il genere di queste opere potrebbe essere definito âpsychic-specificâ, in quanto ciascuno di essi nasce dal dialogo tra lâartista e Wendy, una famosa medium spirituale di Los Angeles, che nelle sue conversazioni con lâartista spiega le sue visioni del mondo metafisico di Papademetropoulos.
Pianeti che precipitano negli abissi, gigantesche bolle di sapone che galleggiano, leggere su cave sulfuree, spettrali animali da salotto, sensuali corpi femminili stregati da incantesimi, sono i soggetti che caratterizzano queste tele in bilico tra iperrealismo e surreale. La precisione tecnica con cui lâartista dipinge questi mondi onirici sfida la distinzione tra naturale e soprannaturale, creando tableaux che fungono da portali per mondi di meraviglia. I dipinti sono pervasi da unâoscuritĂ luminosa in cui eroine evanescenti e traslucide, catturate in interni ovattati di seta e velluto blu, emergono da fondali scuri, creando un effetto di sospensione temporale e spaziale che cattura lo spettatore secondo il concetto di âreinchantment of the worldâ, nucleo concettuale della poetica dellâartista.
In risposta a una realtĂ percepita come demistificata dal progresso tecnologico e danneggiata dalla crisi ecologica, lâartista propone cosĂŹ unâetica che ci rimette in contatto con il mistero e lâignoto. Lâinfluenza dellâocculto e dellâesoterismo, radicata nella cultura californiana fin dalla prima metĂ del XX secolo, permea, seppur in modo leggero e ironico, lâopera dellâartista. Riferimenti allâalchimia, alla mitologia e alla psicoanalisi si intrecciano nelle sue tele, creando una ricca struttura simbolica che invita allâesplorazione e alla libera interpretazione.
Lâinstallazione alla fine della mostra svela il gioco di parole del titolo e completa lâesperienza espositiva: tre telefoni vintage a gettoni inseriti in strutture a forma di conchiglia e provenienti dal Tropicana, un casinò di Las Vegas in disuso, permettono ai visitatori di ascoltare le conversazioni tra Ariana e la medium Wendy, rivelando, in modo intimo e divertito, la fonte iconografica dei soggetti raffigurati nei dipinti. Questi stravaganti objets trouvĂŠs sono elementi interattivi che amplificano il tema della comunicazione tra mondi diversi, la stratificazione e la varietĂ dei processi creativi e incarnano il dualismo tra artificio e natura.
Ringing Saturn è quindi unâesperienza immersiva e strutturata nellâuniverso visivo e concettuale dellâartista, che ci invita a esplorare mondi al di lĂ del visibile e a riscoprire la magia nascosta nel quotidiano. Ariana Papademetropoulos, con la sua capacitĂ unica di fondere miti e simboli, erotismo e archetipi junghiani, ci guida in un viaggio attraverso spazi liminali che sfidano la nostra percezione della realtĂ , invitandoci a riconnetterci con il nostro senso di meraviglia e ricordandoci il potere trasformativo dellâimmaginazione, una lente incantata attraverso cui riscoprire la magia nascosta nel tessuto stesso della nostra esistenza.
â Arturo Galansino
Artista
Ariana Papademetropoulos (nata nel 1990 a Los Angeles, California) vive e lavora a Los Angeles.
La sua ricerca artistica indaga temi legati alla mitologia, alla femminilità e agli archetipi psicologici junghiani. Nel 2012 ha conseguito il BFA presso il California Institute of the Arts, proseguendo poi gli studi alla Universität der Kßnste di Berlino.
Attraverso riferimenti alla pittura medievale e rinascimentale, Papademetropoulos rilegge lâiconografia e i simbolismi della tradizione con uno sguardo contemporaneo. Il suo stile, iperrealista e ricco di illusioni visive, trasforma scene quotidiane in composizioni oniriche, come varchi verso mondi paralleli.
Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti del Los Angeles County Museum of Art, della Marciano Art Foundation di Los Angeles e dellâInstitute of Contemporary Art di Miami. Nel 2023 ha presentato un film commissionato dal MusĂŠe du Louvre.