Paola Pivi nasce in Italia nel 1971. Nel corso degli anni ha vissuto e lavorato in Italia, Anchorage (Alaska), Big Island (Hawaii), Nuova Delhi (India) e Toronto (Canada).
Manipolando dimensioni, spazio, materiali e colori, spesso facendo convivere situazione impreviste, le sue opere assumono una qualità enigmatica e sorprendente, generando nello spettatore un senso di inaspettato.
L’artista invita lo spettatore a cambiare punto di vista, incoraggiandolo a riconsiderare i preconcetti legati a ciò che le sue opere rappresentano. Ne scaturisce una forma di esuberanza utopica del tutto peculiare, una spinta continua verso nuove possibilità espressive che amplia e ridefinisce i confini della creazione artistica.
Tra le mostre personali più recenti si ricordano “Come check it out. Lies lies lies”, Phi Foundation, Montréal (2026), “I don’t like it, I love it”, Art Gallery of Western Australia, Perth (2025) “A helicopter upside down”, San Carlo Cremona, Cremona (2024), “It's not my job, it's your job. Ce n’est pas mon travail, c'est votre travail”, Musée d'Art Contemporain, Marsiglia (2023), “You Know Who I Am”, a cura di Cecilia Alemanni, High Line Commission, New York (2022), “I Want it All”, a cura di Jose Carlos Diaz, The Andy Warhol Museum, Pittsburgh (2022). Paola Pivi inoltre ha partecipato a: “Interludes”, a cura di Francesco Bonami, nell’ambito di “Sogni e conflitti: La dittatura dello spettatore”, 50. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, Venezia (2003); “dAPERTutto”, 48a Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, a cura di Harald Szeemann, Venezia (1999). Le sue opere si trovano nelle collezioni di musei in Italia e nel mondo.